giovedì 8 maggio 2014

Galateo: si o no?

Buongiorno a tutti!
Mettetevi comodi perché il post di oggi è davvero lungo.
Devo colmare il periodo di lunga assenza da queste pagine e ho pensato di ricominciare con una piccola guida per chi è pronto (o quasi) a pronunciare il magico sì.
Una brava wedding planner che si rispetti, o una sposa attentissima ai particolari, non può trascurare quelle che vengono considerate le basilari regole del galateo, che aiutano a rendere le nozze perfette e lontane dall'occhio (e la bocca) dell'amica/cugina/amica/zia, pronte a riportare poi ogni dettaglio della giornata e che stanno lì ad aspettare il primo sbaglio per poterne ridere e spettegolare (perché lo so, succede questo, anche nei migliori matrimoni).
Devo dire la verità, io sono una di quelle che cerca di dare sì un occhio al galateo e a quello che dice la tradizione, ma sono anche abbastanza aperta a trasgressioni e nuove regole da attuare in ogni singolo caso. Anzi, credo proprio che siano questi a rendere il matrimonio unico e particolare.Cercherò quindi di riassumere le regole del galateo più importanti, personalizzandole con mie considerazioni, che ripeto, non sono la Bibbia, ma sono solo un modo tutto mio di vedere le cose.


1)Partecipazioni e inviti: quando e come spedirli
Intanto sia chiaro che le partecipazioni vanno spedite a chi vogliamo invitare solo alla cerimonia in chiesa o comune, gli inviti sono per i partecipanti alla cerimonia e alla festa. Il galateo vuole che partecipazioni e inviti siano scritti con penna stilografica a inchiostro nero, con carta bianca, blablabla. Per fortuna questa regola non è più assolutamente attuabile, anzi, largo spazio alla fantasia. Esistono tantissimi bravi grafici che potranno interpretare il vostro disegno, mettendolo nero su bianco. Anzi, colori su colori.
Le partecipazioni tradizionali prevedevano l'annuncio da parte dei genitori dei futuri sposi, oggi la soluzione preferita e più moderna è quella in cui sono gli sposi ad annunciare loro stessi le proprie nozze.
L'invio è bene che venga fatto uno o due mesi prima del giorno del matrimonio, scritti in bella calligrafia e rigorosamente a mano. (Beh, devo dire la verità, a quest'ultima cosa ci tengo anche io: assolutamente no a calligrafie da 1°elementare con una penna da inchiostro che macchia!)
Le regole del galateo suggeriscono poi di creare con la stessa carta e stampa degli inviti, altri elementi di cartoleria come cartoncini per bomboniere, menu, libretti cerimonia, e magari anche cartoncini di ringraziamento, che gli sposi utilizzeranno dopo il matrimonio per tutti quelli che li avranno omaggiati di un regalo. Su questo vi rimando a quanto detto sopra, e vi dico che i grafici sapranno di sicuro accontentarvi e realizzare ogni vostro desiderio.


2) L'ingresso in Chiesa
Il galateo impone delle regole ben precise sull'ordine di ingresso e comparizione di quelli che vogliamo definire "attori protagonisti" della giornata. In particolare, lo sposo deve entrare per primo accompagnato a braccetto dalla mamma, posizionata alla sua sinistra. Arrivato innanzi all'altare, prende posto di fronte alla sedia di destra. Qui rimane in attesa dell'arrivo della futura sposa, che farà ingresso stretta al braccio sinistro del padre. Arrivati all'altare, davanti alla sedia di sinistra, il padre, dopo averla baciata sulla guancia, la consegna al futuro marito. In assenza di uno dei genitori, può compiere lo stesso rituale una sorella, nel caso dello sposo, e un fratello o uno zio nel caso della sposa.Ecco, io per scelta e per necessità ho dovuto rivedere questa regola. Mio padre non era presente al mio matrimonio, non ho fratelli maschi e non ho zii maschi (mia madre è figlia unica). Avrei tanto gradito farmi accompagnare da mio nonno materno, ma le sue condizioni di salute non lo hanno permesso. Allora, ho pensato che nessuno meglio di mia madre e mia sorella avrebbero potuto svolgere quel ruolo di accompagnatori e portatori della staffetta "da vecchia a nuova famiglia".
Inoltre, il galateo sostiene che tutti i parenti e amici della sposa debbano sedersi sul suo lato, ovvero quello sinistro guardando l'altare, mentre tutti i parenti e amici dello sposo debbano sedersi su quello destro. A tal proposito volevo dirvi che gli Americani, che ci vedono lungo in fatto di matrimonio, hanno pensato una maniera carinissima per smentire questa tradizione, un cartello simpatico e ironico per sciogliere le righe e far sedere ognuno dove meglio preferisce: un cartello con su scritto "Oggi due famiglie diventano una, non scegliere un lato, ma una seduta". 


3) La disposizione ai tavoli
La WP sa che affinché non vi siano momenti di panico e disordine quando gli invitati giungono alla location ("Oddio, non mi avranno mica messo al tavolo con XXX?", una delle frasi più comuni sentite pronunciare sottovoce da invitati e commensali), vi deve essere all'ingresso del locale un tableau de mariage, ossia un cartellone che assegni i posti degli invitati ai tavoli. Ciascun tavolo poi deve essere contraddistinto da un segnaposto. Non ci sono regole precise sulla disposizione degli invitati, che possono essere fatti sedere ai tavoli come preferiscono gli sposi. Sulle disposizioni degli sposi rispetto a parenti e testimoni, invece, ci sono regole più rigide, che non vi dirò perché le trovo antiche e assolutamente anacronistiche.
Gli sposi si siedano dove e con chi vogliono: con i genitori, i testimoni, da soli. 
Per i tableau affidatevi sempre ad un grafico o ad una wedding planner (ne ho spedito uno io ieri, devo dire, molto molto carino).

4) Chi paga cosa
Questa è una nota dolente, o forse no. Di solito il detto "moglie e buoi dai paesi tuoi" aiuta, perché è difficile e poco delicato definire chi paga cosa se si hanno mezzi e misure differenti. A meno che, si è sfacciati come la sottoscritta che ha chiaramente detto a tutti "Si fa tutto a mezzo, così siamo tutti felici e contenti?" e così è stato. 

5)Che mi metto?
Beh, mi sembra chiaro e scontato che debbano essere aboliti colori come il bianco per le invitate (l'unica vestita di bianco deve essere la sposa). Quanto al solo nero, è da tempo ammesso nei matrimoni che si protraggono con ricevimento serale, ma ultimamente lo si vede sempre più spesso anche di pomeriggio. Questione di gusto, non sempre buono. (a me sinceramente non piace molto, preferisco i colori che fanno più allegria. Il nero mi sembra venga usato con la scusa del "è più elegante", ma si sa, è sola la cos a più facile da riusare.)
Il bon ton che impone abiti adeguati all’occasione resta tale e quale: no alle scollature eccessive, alle minigonne esagerate, al look eccentrico. 
L’abito lungo non si usa, a meno che la cerimonia e il ricevimento serale siano particolarmente eleganti. Un abito da cocktail sarà perfetto nei toni pastello o fantasia. No al rosso, colore troppo segnaletico. Ricordate che in chiesa è bene coprire le spalle con una stola.
Sì al cappello, ma non esagerato, in ogni caso ricordate che dovetete tenerlo in testa fino alla fine del ricevimento! 

6)La tradizione prevede che...
Per concludere, sebbene siano solo credenze popolari, mi sembra doveroso ricordare quelli che sono i consigli che la tradizione prevede in materia, come buon auspicio per un matrimonio sereno e duraturo:
- la sposa deve indossare qualcosa di blu, di vecchio, di nuovo, di prestato;
- lo sposo non può vedere l'abito da sposa prima del matrimonio;
-la sposa deve lanciare o regalare il suo bouquet;
- non si deve dormire nella casa coniugale la notte prima delle nozze;
- la sposa non deve fare il letto ma deve essere preparato da due persone nubili;
- il marito deve oltrepassare la soglia di casa con la moglie tra le braccia.


4 su 6 noi le abbiamo seguite. Ne mancano 2, ma non per questo mi aspetto fulmini e saette.

A presto!


Credit Foto
1, 2, 4,5 Pinterest
3 ConLeBallerineVerdi 
6 ConLeBalleirneVerdi by Gaia Borzicchi

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